Città di Casoria

Casoria è situata sulla strada che da Napoli conduce a Caserta, nella pianura vulcanica compresa tra i Campi Flegrei ed il Vesuvio chiamata nell'antichità Liburia. La zona, originariamente paludosa e malarica, venne bonificata solo nel XIX secolo. La città di Casoria ha una superficie di Kmq 12 e si situa sulla piana limitrofa al sistema collinare che circonda Napoli (altitudine variabile da 10 a 70 m sul l.m.) su di un'area posta ai confini della grande centuriazione romana inerente la pianura campana percorsa dalle antiche strade italiche, osche e romane che collegavano Napoli ai grandi stanziamenti regionali ed extra regionali. Parte importante dell'attuale rete stradale ricalca le antiche vie consolari romane: la Sannitica e la via delle Puglie. Il Comune di Casoria confina con i Comuni di Napoli, Afragola, Casavatore, Arzano, Cardito, Frattamaggiore e Volla, ed è raggiungibile dalla rete nazionale percorrendo l'autostrada A1 fino all'uscita di Casoria. E' dotato di stazione FS Casoria - Afragola, sulla linea Roma - Napoli (via Aversa), ed è adiacente all'aeroporto di Napoli Capodichino, la cui pista di atterraggio/decollo è in parte ricadente nel territorio comunale. Dal punto di vista dei collegamenti stradali esterni, Casoria è ben collegata a tutta la rete del comprensorio che lo circonda ed alla rete Nazionale. Secondo le elaborazioni dei dati da noi effettuate partendo dai dati Istat 2001, la popolazione che risiede nel Comune di Casoria ammonta oggi complessivamente a 81.847 abitanti, con una densità abitativa pari a circa 6.754,7 abitanti per Kmq. Casoria, svolge un ruolo di cerniera tra la città di Napoli ed il suo hinterland e negli ultimi anni le è stato riconosciuto un ruolo aggregante tra i comuni dell'area: anche a ragione della felice posizione geografica, offre tutti i servizi di una moderna città.
Casoria è situata sulla strada che da Napoli conduce a Caserta, nella pianura vulcanica compresa tra i Campi Flegrei ed il Vesuvio chiamata nell'antichità Liburia. La zona, originariamente paludosa e malarica, venne bonificata solo nel XIX secolo. La città di Casoria ha una superficie di Kmq 12 e si situa sulla piana limitrofa al sistema collinare che circonda Napoli (altitudine variabile da 10 a 70 m sul l.m.) su di un'area posta ai confini della grande centuriazione romana inerente la pianura campana percorsa dalle antiche strade italiche, osche e romane che collegavano Napoli ai grandi stanziamenti regionali ed extra regionali. Parte importante dell'attuale rete stradale ricalca le antiche vie consolari romane: la Sannitica e la via delle Puglie. Il Comune di Casoria confina con i Comuni di Napoli, Afragola, Casavatore, Arzano, Cardito, Frattamaggiore e Volla, ed è raggiungibile dalla rete nazionale percorrendo l'autostrada A1 fino all'uscita di Casoria. E' dotato di stazione FS Casoria - Afragola, sulla linea Roma - Napoli (via Aversa), ed è adiacente all'aeroporto di Napoli Capodichino, la cui pista di atterraggio/decollo è in parte ricadente nel territorio comunale. Dal punto di vista dei collegamenti stradali esterni, Casoria è ben collegata a tutta la rete del comprensorio che lo circonda ed alla rete Nazionale. Secondo le elaborazioni dei dati da noi effettuate partendo dai dati Istat 2001, la popolazione che risiede nel Comune di Casoria ammonta oggi complessivamente a 81.847 abitanti, con una densità abitativa pari a circa 6.754,7 abitanti per Kmq. Casoria, svolge un ruolo di cerniera tra la città di Napoli ed il suo hinterland e negli ultimi anni le è stato riconosciuto un ruolo aggregante tra i comuni dell'area: anche a ragione della felice posizione geografica, offre tutti i servizi di una moderna città.
L'offerta di servizi culturali, comprendente scuole pubbliche e private di ogni ordine, grado e tipologia, si è arricchita di recente con la realizzazione del Museo Comunale d'Arte Contemporanea (ospitato nei locali interrati della scuola che si vede in foto) che, oltre alla permanente di opere provenienti da tutto il mondo, ospita rassegne di rilievo internazionale. Il Museo è il risultato della collaborazione tra le autorità di Casoria, la Regione Campania, la Provincia di Napoli e l'associazione International Contemporary Art Center di Napoli. L'ambizioso progetto per la costruzione del museo di arte contemporanea nasce nel Maggio del 2003, quando l'Amministrazione Comunale coinvolge l'artista casoriano Antonio Manfredi, presidente dell'associazione "International Contemporary Art Center" con la proposta di rivitalizzare la città di Casoria con il progetto " Una città per l'arte " realizzando una serie di mostre e simposi internazionali.  
Negli anni'50-60 Casoria ha visto proliferare sul suo territorio numerosissime industrie, anche di rilievo internazionale e di altissima specializzazione, con la successiva delocalizzazione di parte di esse (sono rimaste, tra le altre, la VULCANAIR e l'ALENIA); tuttavia, questa città ha conservato, sempre a ragione della favorevole posizione geografica e dei servizi, pubblici e privati, offerti, una consistente vocazione attrattiva di terziario, anche avanzato; è presente una consistente offerta di servizi alberghieri, anche di tipo congressuale, con ricettività di circa 500 posti-letto, che talora sopperisce a temporanee od episodiche carenze della città di Napoli.

I lineamenti storici 

Le più antiche notizie storiche sono tratte da una serie di ritrovamenti archeologici scoperti tra il 1850 e la metà del 1900 durante gli scavi per la realizzazione di nuove strade: ™ nel 1850 furono ritrovate tombe di epoca greca durante gli scavi per la costruzione della nuova strada del Salice; ™ all'inizio del 1900 fu ritrovata, una stele risalente al 194 d. C., oggi conservata nella sala epigrafe del Museo di Napoli;

Verso la metà del 1900, in località Squillace ed in località Cantarello, furono rinvenute alcune tombe con relative suppellettili. Sulla base di questi ritrovamenti ed in particolare dell'epigrafe di contrada Carbonella molti ritengono che l'area dove sorge oggi Casoria fosse già abitata nel II secolo d.C. e che il luogo fosse adibito a riunioni mistiche in onore della dea Telbia Castia, dato il riferimento alla costruzione di un tempio dedicato ad Artemide, particolarmente venerata a Napoli. La prima notizia sul suo territorio risale, invece, al 529 quando il senatore Equizio Anicio, padre di San Mauro, attuale protettore della cittadina, con atto del 15/7/529, donò a San Benedetto da Norcia l'agro Genziano (agrum gentianum). Dopo la morte di San Mauro i monaci cassinesi, che vi si recavano ogni anno per il raccolto, costruirono una cappella dedicata a San Mauro; più tardi sorse un'altra chiesa dedicata a San Benedetto. Nel 924 Montecassino cedette i terreni della zona a privati. Il nome di Casoria appare, comunque, per la prima volta in una cronaca dei Duchi di Capua scritta da un anonimo nel 948-949. Nel corso del medioevo Casoria subì diversi passaggi di proprietà. In un documento del 1098 si ha notizia della donazione di alcune terre, compresa Casoria, fatta da Riccardo II, principe di Capia, al Monastero di San Biagio di Aversa. In una carta del 1115 vi è un riferimento alla vendita di questi territori, da parte di Regale, figlia di Sinibardo, a Giovanni de Alberada per duecento tarì d'oro. Con il consolidarsi del predominio di Napoli fra il XIII ed il XV secolo Casoria si venne a trovare su una delle direttrici che convergeva verso la nuova metropoli: la via Capo di Chino che da Aversa, attraverso Casoria, giungeva a Napoli Nel XIII secolo Casoria era feudo dell'arcivescovo di Napoli, poi si sono succeduti diversi feudatari che hanno dominato su questo territorio, allora di 4000 moggia di terreno. Nel secolo XVI Casoria fu interessata dalla crisi che interessò il viceregno e si trovò nell'area cui operava il generale francese Lautrec che, insieme a circa i due terzi del suo esercito, morì nella stessa area, per effetto di una pestilenza dovuta all'insalubrità dell'area delle paludi di Napoli (1528). Dopo il 1580 probabilmente i cittadini di Casoria riscattarono la loro terra dal gioco baronale e si aggregarono al Demanio Regio. Nel 1631 il territorio di Casoria fu messo all'asta, essendo stata decretata dal Vicerè Spagnolo la vendita di terre e villaggi del Napoletano, tuttavia gli abitanti del villaggio, allora di circa 300 famiglie, si ribellarono a tale imposizione accettando di pagare una somma pari a 12000 ducati per il loro riscatto. Il riscatto fu sancito dal sindaco dell'epoca Giovanni Pisa con l'istrumento datato 15/4/1631 del Notaio di Corte Massimini Passari,con l'intervento di don Ferdinando Afan Enriquez de Ribera, duca di Alcalà, Vicerè del Regno di Napoli, Giulio Comite, Giovanni Pisa e il Deputato D. Donato Ferrara. A quel tempo Casoria aveva 1600 abitanti e faceva parte dei numerosi "casali" dell'"ager neapolitanus" nei quali, nel periodo vicereale, era frequente la vendita a privati per rimpinguare le finanze dello Stato e finanziare le campagne militari. Infatti, nonostante l'impegno assunto dal Vicerè a non mettere più all'asta il casale questo fu venduto prima ad Eleonora Mansfeldi e poi a Luigi Ronchi. Il Summonte nel 1748 nella sua Historia della città e Regno di Napoli riporta Casoria nei 37 Casali di Napoli. Il Galanti, nel 1794, nel descrivere i casali demaniali (20) e quelli baronali (10) ricadenti nel territorio di Napoli, ancora soggetti alla servitù feudale, citava Casoria tra i 20 casali demaniali che si erano riscattati dalla servitù baronale. Di fatto la feudalità si estese fino alla fine del XVIII secolo, con l'avvicendarsi delle famiglie Sangro e Ronchi nel possesso di Casoria. L'ultimo possessore fu Fabio Capace Galeotta, presidente della Regia Camera. Solo nel secolo scorso Casoria costituì uno dei quattro capoluoghi di distretti in cui fu divisa la provincia di Napoli da un decreto di Giacchino Napoleone. Nel 1815 Casoria divenne capoluogo di un distretto del Regno delle Due Sicilie dal quale dipendevano 19 comuni. Col passare del tempo le paludi si restrinsero sia per l'azione colmante del materiale vulcanico eruttato dal Vesuvio, sia per l'apporto dei torrenti, sia perché gli ortolani, sollevando la superficie li riconvertivano in campi fertili. La bonifica vera e propria ebbe inizio nel 1855 a cura dell'Amministrazione generale per le bonificazioni e proseguita prima dallo Stato e poi dal Consorzio dei proprietari interessati. Casoria in quegli anni assunse, un carattere mantenuto fino agli inizi del XX secolo. Sul finire del XIX secolo la struttura economica di Casoria si incentrava soprattutto sul settore agricolo con una prevalenza dei terreni a vigneto, seguiti, nell'ordine, da quelli a piante industriali, a cereali e a legumi e patate. Fra le piante industriali un grosso peso era rappresentato dalla coltura della canapa la cui produzione, nell'area di Casoria, veniva assorbita principalmente dai negozianti di Frattamaggiore nella cui area era sorto un "ragguardevole canapificio". Del resto questa produzione, accompagnata a quella di tele e di funi, era documentata a Casoria già dalla fine '700.